In coppia con Mukka
Genere: Azione/Drammatico
Pairing: RinXSesshomaru, KagomeXInuyasha
Rating: NC17
AVVISI: Angst, Chanslash, Prostituzione Minorile.
- Rosso. Colore del vizio e della perversione. Passione? Amore? Parole sconosciute, nell'ambiente in cui la storia si svolge. Rin ha sedici anni. Jaken è il suo sfruttatore. Sesshomaru è il capo della più importante cosca mafiosa di Tokyo. Inuyasha è suo fratello. Kagome la moglie di quest'ultimo. Queste vite si scontreranno, o solo sfioreranno accidentalmente, molte e molte volte, sullo sfondo del quartiere a luci rosse della città.
Commento dell'autrice: Parlando per me XD L'idea originale della storia era mia, ed è incredibile ed affascinante osservare quanto le abbia giovato la collaborazione con un'altra ficwriter. Nella mia testa era una storia molto più introspettiva, molto più cupa, molto più pallosa, in effetti XD Invece Mukka è stata in grado di darle quell'indirizzo yakuziano d'azione che ha nettamente risollevato il tono, facendone una bella action-fic ù_ù Sono molto soddisfatta è_é!
All publicly recognizable characters, settings, etc. are the property of their respective owners. Original characters and plots are the property of the author. The author is in no way associated with the owners, creators, or producers of any previously copyrighted material. No copyright infringement is intended.
Seeing Red
Capitolo Tre
Lontani dal rosso


- Sesshomaru…?
Kagome portò entrambe le mani davanti alla bocca, cercando di trattenere un sussulto stupito. Inuyasha distolse immediatamente lo sguardo dal fratello, sbuffando con disapprovazione.
- Sesshomaru, dannato! Cosa cazzo…
- No, Inuyasha. – lo interruppe sua moglie accennando col capo alla ferita sul petto da cui ancora sgorgava sangue, che andava ad aggiungersi all’altro, già secco, sulla camicia.
Anche Inuyasha si accorse dell’anormalità della situazione, e mostrò uno sguardo moderatamente preoccupato, mentre Kagome si avvicinava, aiutando la piccola… prostituta?... a sorreggere il suo venticinquenne fratello ferito.
- Che ti è successo? – chiese la donna premurosamente mentre cercava di farlo muovere.
- Una cazzata. Ma la cosa si è un po’ aggravata, e… - ebbe un lieve cedimento, e cominciò ad ansimare rumorosamente.
- Non parlare, dai! – continuò la donna dai lunghi e mossi capelli neri mentre, dopo aver sorriso alla mocciosa con fare condiscendente, portava Sesshomaru nel retrobottega.
L’altra, la ragazzina, rimase immobile a fissare i due sparire dietro la porta, con uno sguardo straordinariamente apprensivo e le mani, sporche di sangue, strette sul cuore.
- E tu?
Lei non disse una parola, ma abbassò subito lo sguardo, imbarazzata.
Chi diavolo era? Cosa ci faceva con Sesshomaru quella prostituta bambina? E che diamine era successo a suo fratello?
**

La prima frase della ragazzina fu per conoscere le condizioni di salute del Principe.
- Sesshomaru-san…? – si limitò a dire, rivolgendosi a Kagome quando furono sole.
Lei sorrise amabilmente, dandole una carezzina sul capo.
- Sta bene, non preoccuparti! Ha grande resistenza, si riprenderà in fretta!
La giovane increspò le rossissime labbra in un sorriso sollevato, mentre sospirava chiudendo gli occhi.
- Posso chiederti come ti chiami? – disse Kagome piegandosi verso di lei per guardarla negli occhi.
- Ri-Rin. – rispose lei dopo un momento d’incertezza.
- Bene, Rin-chan! – disse Kagome, tutta un sorriso, legando i capelli in una coda alta dietro la nuca, - Che ne diresti di indossare qualcosa di più comodo?
**

Non aveva spesso occasione di osservare il proprio volto completamente struccato e pulito. Stava fuori tutta la notte, e quando, finalmente, al mattino riusciva a tornare a casa, era talmente stanca che si gettava sul letto senza fare altro che darsi una lavata in seguito alla quale difficilmente il trucco scompariva. Quando si risvegliava, poi, aveva appena il tempo di dare un’aggiustatina qua e là (dandoci dentro col correttore per le occhiaie) che doveva essere già nuovamente per strada.
Perciò, nel momento in cui la donna, dopo essersi presentata come Kagome ed averla portata in un piccolo bagnetto pulito di un bianco abbagliante, le passò il cotone bagnato su occhi, bocca e guance e lei poté guardarsi allo specchio, la sua espressione fu di stupore assoluto.
Kagome sorrise soddisfatta, osservando il viso finalmente naturale.
- Molto meglio, non trovi?
Non seppe come rispondere, e continuò a fissare il proprio riflesso.
- Bè, secondo me è meglio. Sei molto carina, Rin-chan. Aspettami qui, ti porto qualcosa di adatto da mettere…
Scomparve dietro la porta, lasciandola sola.
Rin non sapeva neanche cosa pensare. Quella che doveva essere una normalissima serata con un cliente si era trasformata in un inseguimento con sparatoria, e da lì era finita a curare il più importante mafioso di Tokyo in casa sua, gesto la cui conseguenza era la sua “liberazione” ed il suo trasporto in un negozio che sembrava un’armeria, dove una commessa sorridente l’aveva struccata e si preparava a rivestirla, ed il tutto in neanche due giorni!
Troppe cose, e troppo in fretta, per lei che ormai da tre anni era abituata a ripetere sempre le stesse azioni, e nelle stesse condizioni, giorno dopo giorno.
La signorina Kagome-san entrò in quel momento in bagno, con un paio di pantaloni grigi ed un maglioncino rosa con le spalline a sbuffo.
- Ti piace questo? – chiese porgendole il tutto.
Rin guardò a lungo gli abiti. Erano cose che non era abituata ad indossare. Ma erano… carini, sì… e poi sembravano sicuramente più comodi del cortissimo vestito che indossava al momento e che doveva continuamente tirare giù per evitare che le si vedessero le mutandine.
- Sì. – rispose perciò prendendo gli indumenti dalle mani di Kagome-san. Lei sorrise e si voltò per uscire dal bagno.
- Kagome-san!
- Dimmi! – disse voltandosi istantaneamente e sorridendole in modo tanto allegro e sicuro che anche Rin ritrovò tutta la sua voglia di sorridere.
- Grazie mille, Kagome-san!
Lei ridacchiò.
- Dai, pensa a rivestirti! Ci vediamo dopo!
**

Inuyasha era uno sconsiderato. Litigioso, arrogante, impulsivo e fin troppo propenso a prendere fischi per fiaschi, creando un sacco di danni. Ma, ed era quello che Sesshomaru proprio non sopportava, era estremamente bravo a diventare serio e sensato quando fiutava il pericolo di qualcosa di grave aleggiare sulla testa sua o di un membro della sua famiglia. E fiutava un grandissimo, GRANDISSIMO pericolo sulla testa di suo fratello, mentre gli stava seduto accanto e lo guardava attentamente.
- Kagome ti ha fasciato la ferita, vedo.
- Sì. Andrò via al più presto.
- Cos’è successo?
- Nulla di particolare.
- Sesshomaru, avevi un buco sotto il cuore, cavolo!
- Normale amministrazione.
- Col cazzo! E quella mocciosa, poi? Che ti è saltato in testa, dove l’hai trovata?!
Sesshomaru rimase silenzioso per qualche minuto, come se stesse raccogliendo i pensieri, e poi ricominciò a parlare.
- Non la volevo mica. È stato quel coglione di Jaken a mandarmela.
Inuyasha si portò una mano sulla fronte, sbuffando.
- Ti sei di nuovo rivolto a quel pezzo di…! Sesshomaru, ma perché non ti trovi una cazzo di donna, eh?
- Troppo complicato.
- Ma va, va… e quello ti ha mandato a casa la bambina?
Lui annuì.
- E dopo?
- Me lo chiedi? Non potevo farci niente, quindi la volevo riportare da lui.
- Se non che…?
Il Principe guardò gelido negli occhi suo fratello che, forse per abitudine, riuscì a sostenere lo sguardo.
- Ti ho già detto che ho avuto un piccolo incidente.
- Si, va bene, ma un incidente di che tipo?!
- Non sono cazzi tuoi.
- Sono tuo fratello, Sesshomaru!
Con uno scatto nervoso, l’uomo si alzò dalla brandina, incurante del dolore, diretto verso la porta.
- Dipende dai punti di vista. Ti ricordo che non condividiamo la madre.
Inuyasha gli andò dietro, superandolo e frapponendosi fra lui e la porta: non poteva certo lasciarlo andare chissà dove in quelle condizioni.
- Bè, le nostre madri saranno pure diverse, ma nostro padre? Lui lo ricordi? E’ lo stesso che, morendo, ci raccomandò di non entrare nel giro. Questo lo ricordi? Mi pare che fossi presente anche tu!
- Questo era il suo impero. Io lo sto solo portando avanti.
- Il suo impero, dici? Papà avrebbe voluto che morisse con lui.
- E invece morirà con me! Mi assicurerò di non lasciare figli in giro per il mondo! – concluse Sesshomaru, infastidito e tremante per la rabbia.
- Va bene, va bene. – disse Inuyasha mettendo le mani avanti. – Solitamente ti chiederei se hai voglia di essere menato…
- …
- …ma viste le tue condizioni, lasciamo perdere. Torna a sdraiarti e riposati, oh. Parleremo ancora più tardi.

back to poly

Vuoi commentare? »





ALLOWED TAGS
^bold text^bold text
_italic text_italic text
%struck text%struck text



Nota: Devi visualizzare l'anteprima del tuo commento prima di poterlo inviare. Note: You have to preview your comment (Anteprima) before sending it (Invia).