rp: ondrej celutska

Le nuove storie sono in alto.

Genere: Introspettivo, Commedia, Romantico.
Pairing: Fabrizio Miccoli/Ondrej Celutska.
Rating: PG-13
AVVERTIMENTI: Gen.
- "Quando Ondrej è arrivato a Palermo, non sapeva una parola di italiano."
Note: Randomica pure lei, anche se naturalmente ambientata quest'anno, dopo l'arrivo di Ondrej a Palermo. Prompt: Previsto/Improvviso @ It100.
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YOU CAUGHT ME UP// (PREVISTO)
Quando Ondrej è arrivato a Palermo, non sapeva una parola di italiano. Il che poteva non essere così drammatico, essendo Palermo una città in cui il requisito minimo per essere amato dagli abitanti è parlare in una lingua che con l’italiano non ha niente o quasi niente a che vedere, ma lo poneva in situazioni di oggettiva difficoltà col resto della squadra, che invece a parlare in italiano era obbligata, un po’ per la compresenza di tante nazionalità diverse, un po’ perché mister Rossi e il palermitano non hanno ancora cominciato ad andare d’accordo, un po’ perché – come dice anche il presidente – “non siamo mica paesanazzi, ecchemminchia”.
Quando Fabrizio ha deciso di fargli da traduttore non è stato perché comprendesse qualsiasi lingua fosse quella in cui Ondrej parlava, ma perché era evidente che al ragazzino serviva un punto di riferimento, qualcuno accanto al quale sentirsi tranquillo. Non importava che si potesse discutere per ore – sono calciatori, in fondo, tutti i discorsi che possono passar loro per la mente possono essere espressi a parole ma possono essere espressi ancora meglio a calci – l’importante era stare vicini, e in virtù di questo, sì, aveva messo in conto che Ondrej potesse attaccarsi troppo, magari perfino prendersi una cotta, che ai ragazzini queste cose capitano, soprattutto quando sono soli e tanto lontani da casa.

(IMPROVVISO) //I’M CAUGHT UP IN YOU
Quello che non aveva previsto, naturalmente, era che a prendersi la cotta sarebbe stato anche lui. Che i sorrisi infantili di Ondrej potessero sciogliergli il cuore quasi quanto un sorriso di sua figlia, che i buffi gesti che ogni tanto faceva intervallando parole italiane a caso per cercare di farsi capire potessero scavarsi un posto dentro il suo corpo, sotto il cuore e sopra lo stomaco, e togliergli il respiro, dargli i brividi, perfino con le cose più idiote, come quando – un paio di giorni dopo essere arrivato – l’aveva raggiunto in camera al Tenente Onorato brandendo un paio di forbici e chiedendogli in un centinaio di incomprensibili lingue tutte diverse se per favore poteva tagliargli i capelli. E Fabrizio aveva riso, perché “ma che ci vuoi fare con quella roba’, picciri'”, e aveva tirato fuori il rasoio elettrico passando due delle ore più divertenti della sua vita semplicemente tagliandogli i capelli a zero.
Ora lo guarda dormire placido al suo fianco, nel letto sfatto. Russa un po’, dorme scomposto come tutti i ragazzini che non hanno mai diviso il letto con nessuno – le gambe larghe, le braccia gettate a caso dove capita, sta messo di traverso e si prende tutte le coperte per sé – e, per qualche inspiegabile motivo, sorrise. Gli sono sempre piaciute le sorprese.