Fandom: Originali
Genere: Introspettivo.
Rating:PG.
AVVISI: Angst, Het, Incest (accennato), Flashfic.
- All'indomani della morte del duca de Mauilly, il principe Apollon si reca in visita dalla sorella gemella Artémis. E' la prima volta che la vede dal giorno del suo matrimonio, due anni prima.
Note: Scritta per la quarta settimana del #summerCOWT, per la M2, che ci chiedeva di scrivere una micro-storia a tema libero che fosse lunga fra le 500 e le 600 parole. Ed io: HARLECEST. #fuckyeah #cowt4
All publicly recognizable characters, settings, etc. are the property of their respective owners. Original characters and plots are the property of the author. The author is in no way associated with the owners, creators, or producers of any previously copyrighted material. No copyright infringement is intended.
LE COSE PERDUTE (E RITROVATE)

Artémis lo riceve dopo averlo costretto a più di mezz’ora d’anticamera, uno sgarbo per il quale, in circostanze differenti, Apollon non esiterebbe a punirla duramente. Ma le circostanze sono quelle che sono, ed Apollon deve tenerne conto. Una giovane donna della sua età, nelle sue condizioni, nella circostanza specifica, non può permettersi alcun errore. Neanche un peccato d’affetto in favore del proprio fratello gemello.
Nella penombra del salottino, la figura snella di sua sorella, avviluppata in un lungo ed ingombrante abito nero che ha l’aria di imprigionarla più dei provocanti corpetti che è stata costretta ad indossare in occasione degli incontri ufficiali a palazzo al fianco del marito fino a qualche giorno prima, si staglia contro la luce soffusa che si diffonde nella stanza attraverso la tenda di cotone viola che chiude il balcone di fronte al quale il tavolino da tè è sistemato. Apollon riesce a vedere solo i contorni del suo viso, la linea dritta ed elegante del naso, la mascella levigata, l’onda ordinata dei capelli biondi lungo una guancia, ma la trova comunque bellissima. Per qualche motivo, non è mai stata bella come adesso.
Vedova. Libera.
Artémis non è mai stata libera, prima d’ora. Eterna sposa promessa prima del matrimonio, sposa incatenata per due anni in quella prigione d’avorio così lontana dalla Capitale, ha trascorso i suoi giorni nella costante consapevolezza di essere legata ad un uomo di cui per anni ha ignorato perfino il viso, e nei confronti del quale non è mai stata in grado di provare amore.
Adesso i suoi lineamenti sono stanchi, i suoi occhi – dietro il velo di merletto nero – sono cerchiati di stanchezza in seguito alle tre tradizionali notti di veglia al corpo del defunto, ma la sua pelle brilla di una nuova luce, pallida come la luna ed ugualmente maestosa, e la piega delle sue labbra, per quanto netta e severa, tradisce l’emozione che prova nel pensare che si trova finalmente alle porte della sua nuova vita, una vita che finalmente sarà soltanto sua.
- Sorella. – la saluta con un breve, rispettoso cenno del capo. Fossero stati soli, non avrebbe esitato ad avvicinarsi a lei ed inginocchiarsi al suo fianco, prendendo le sue mani tra le proprie e baciandone il dorso, ma le sue ancelle sono lì, come la tradizione impone alle donne fresche di lutto, ed Apollon deve tenerne conto.
Ci sono troppe cose, pensa tristemente mentre sua sorella gli offre un sorriso malinconico e risponde al suo cenno, di cui devono tenere conto in base alla loro posizione. Troppe cose che impediscono ad entrambi di essere felici, quando la felicità è sempre stata così a portata di mano. Così vicina. Fin da prima che nascessero, quando ancora i confini dei loro corpi erano così confusi da potere ancora fingere di essere una cosa sola.
Si avvicina, la schiena dritta, lo sguardo fisso su Artémis. Prega il suo cuore di non tradirlo, di non battere troppo forte. “Che le ancelle non lo notino,” pensa, “Che non notino come mi sento.”
È la prima volta che posa gli occhi su sua sorella dal giorno del suo matrimonio. L’ultima immagine che ha di lei è il suo passo spedito e fiero lungo la navata centrale della cattedrale. Avvolta in nuvole bianche, come la primavera, Artémis è andata via, strappandogli il cuore dal petto senza nemmeno volerlo, gettandolo nell’oscurità congelata dell’inverno.
Adesso Artémis è avvolta nelle nuvole nere di tempesta dell’inverno più profondo. Per qualche ragione, però, Apollon si sente sbocciare la primavera addosso comunque.
back to poly
  1. PFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFT. *rumore di palloncino che si sgonfia felice nonostante il suono tremendo*

    defe
    20/08/2013 07:37

Vuoi commentare? »





ALLOWED TAGS
^bold text^bold text
_italic text_italic text
%struck text%struck text



Nota: Devi visualizzare l'anteprima del tuo commento prima di poterlo inviare. Note: You have to preview your comment (Anteprima) before sending it (Invia).