Genere: Commedia.
Pairing: Rin/Haruka/Makoto.
Rating: R.
AVVERTIMENTI: Slash, Threesome, Flashfic.
- "La soluzione era giunta, non richiesta, dopo mesi di riflessione, in un momento in cui ormai sia Rin che Makoto avevano finito per abituarsi alle ritrosie di Haruka quasi fossero normale routine."
Note: Scritta per la Notte Bianca #10 su prompt Free!, Rin/Makoto/Haruka, "L'importante è che si faccia in acqua."
All publicly recognizable characters, settings, etc. are the property of their respective owners. Original characters and plots are the property of the author. The author is in no way associated with the owners, creators, or producers of any previously copyrighted material. No copyright infringement is intended.
LA NATURA DIPOLARE DELL’ACQUA

La soluzione era giunta, non richiesta, dopo mesi di riflessione, in un momento in cui ormai sia Rin che Makoto avevano finito per abituarsi alle ritrosie di Haruka quasi fossero normale routine.
Haruka aveva un codice di comportamento molto preciso, ai limiti dell’ossessivo-compulsivo, in effetti. Essendo sempre stato così, ed essendo Haruka rimasto stoicamente fedele a se stesso nel corso degli anni, nessuno dei due si era particolarmente stupito quando, la prima volta che avevano provato a mettergli le mani addosso insieme, Haruka aveva premuto entrambe le mani contro il petto di Rin, che lo assaliva da davanti, ed era scivolato lontano dal corpo di Makoto, che lo stringeva da dietro, allontanandosi in un movimento fluido di un paio di passi, per poi sparire in corridoio, i passi lenti e strascicati chiaramente diretti verso il bagno.
- Dio, non di nuovo. – aveva mugolato Rin, lasciandosi ricadere di peso sul letto.
- Si prenderà un raffreddore. – aveva osservato Makoto con un sospiro.
- Dio, - aveva ripetuto Rin con un sincero lamento di dolore, - Non di nuovo.
Ci avevano riprovato altre volte, dopo quell’imbarazzante fiasco, ma la risposta di Haruka era stata sempre la stessa. Qualunque fosse il momento, in qualsiasi posizione si trovasse, in qualsiasi stanza l’avessero rinchiuso nel tentativo di avere ragione una volta per tutte di quei suoi no così silenziosi eppure così decisi, non importava quanto Haruka stesso avesse voglia di andare avanti: si alzava ed andava via, possibilmente diretto verso la pozza d’acqua più vicina, dove si sarebbe spogliato da sé molto più velocemente di quanto Rin e Makoto non avrebbero mai potuto fare, per immergersi fin sopra ai capelli e tornare in pace con se stesso e col mondo.
- Sai cosa? – commentava Rin, di tanto in tanto, - Alle volte mi sembra di avere a che fare con un ritardato. Potrebbero anche metterci in galera per, boh, circonvenzione d’incapace, se riusciamo a portarcelo a letto.
- Forse hai ragione. – sospirava Makoto, appoggiando le spalle alla parete e rilassandole appena, attirandosi uno sguardo famelico da parte di Rin, - Forse è meglio se non ci riusciamo mai.
A quel punto, usualmente, si guardavano intensamente negli occhi per una manciata di secondi e poi sospiravano, affranti, stabilendo di riprovarci il giorno dopo.
Quando avevano deciso di provarci in tre per risolvere alla base il problema che impediva al cervello palesemente bloccato di Haruka di scegliere uno qualsiasi fra loro due, ad entrambi era sembrata la soluzione migliore, e per un po’ di tempo, finché le cose si erano fermate a venti centimetri di lingua in gola nelle docce e a finte-casuali toccatine sopra i vestiti negli angoli bui delle scale prima e dopo le lezioni, era andato tutto alla grande. Era stato quando le cose avevano cominciato a spostarsi sotto, pelle contro pelle, che qualcosa nel cervello di Haruka era andato storto.
Non erano mai stati in grado di capire cosa. Avevano provato a porgli delle domande, ad aiutarlo a spiegare, ma ogni tentativo si risolveva soltanto in una scrollata di spalle ed un laconico “non lo so, non sembra giusto” da parte di Haruka che né Rin né Makoto erano mai stati in grado di interpretare correttamente, dal momento che avevano provato a cambiare situazione, posizione, luogo, data, ora e sistemazione una quantità imprecisata ma enorme di volte e non erano mai stati capaci di trovare la soluzione giusta.
E poi, all’improvviso, la soluzione.
Haruka era sparito in bagno già da una buona ventina di minuti quando Rin e Makoto, annoiati dall’attesa, avevano deciso di raggiungerlo. L’avevano trovato seduto in un angolino della vasca, intento come al solito a fissare quello stupido pupazzo galleggiante a forma di delfino come se i suoi occhi neri a bottoncino celassero chissà che intimo segreto. Alle volte, entrambi erano gelosi di quello stupido delfino, ma nessuno dei due era stupido abbastanza da ammetterlo.
- Ti spiace se quantomeno ti facciamo compagnia? – aveva domandato Rin, sarcastico, già tutto intento a sbottonarsi la camicia. Makoto l’aveva imitato, lanciando ad Haruka un’occhiata curiosa, ma lui aveva risposto solo con una scrollatina di spalle, chiaramente disinteressato a qualsiasi cosa potesse accadere da quel momento in poi, purché accadesse in acqua.
Ed era stato allora che Rin e Makoto si erano guardati negli occhi, le labbra dischiuse, due espressioni gemelle di puro sconcerto, ed avevano capito.
A quel punto, era stato molto facile. Erano scivolati entrambi nella vasca da bagno, stringendosi un po’. Makoto si era sistemato alle spalle di Haruka, accogliendolo contro il proprio petto e massaggiandogli la schiena con le mani grandi bene aperte, mentre Rin si era accucciato di fronte a lui, lanciandogli uno dei suoi ghigni taglienti, vicino abbastanza da osservarsi riflesso nei suoi occhi freddi.
- Ho un’idea. – aveva detto, un tremito divertito della voce, mentre guardava in basso, al corpo nudo di Haruka che sembrava sciogliersi morbido e rilassato sotto la superficie dell’acqua.
Makoto aveva riso, chinandosi in avanti per lasciare un bacio gentile sulla nuca di Haruka, lasciandosi solleticare il naso dalle punte dei suoi capelli bagnati.
- Proviamo? – aveva chiesto, sporgendosi in avanti ancora un po’ per mordere piano la spalla di Haruka prima di cercare i suoi occhi.
Haruka era arrossito appena, e poi aveva scrollato nuovamente le spalle. Più che un vero e proprio sì, un tacito assenso, ma comunque più di quanto entrambi fossero riusciti a strappargli nel corso degli ultimi mesi.
Rin aveva allungato una mano, lasciandola scivolare fra le cosce tornite di Haruka con un’urgenza che aveva dato a Makoto i brividi come se la fosse sentita scorrere addosso. Haruka non si era allontanato. Makoto l’aveva sentito appoggiarsi meglio contro il suo petto, rilasciando il capo contro una delle sue spalle per spingere il bacino lievemente in avanti, invitando Rin a toccarlo ancora.
Rin aveva ghignato soddisfatto.
- Vittoria. – aveva sussurrato, chinandosi a baciarlo, famelico.
Nessuno aveva fatto caso a chi fosse arrivato primo, secondo o terzo, quella sera.
back to poly

Vuoi commentare? »





ALLOWED TAGS
^bold text^bold text
_italic text_italic text
%struck text%struck text



Nota: Devi visualizzare l'anteprima del tuo commento prima di poterlo inviare. Note: You have to preview your comment (Anteprima) before sending it (Invia).