Genere: Introspettivo, Romantico.
Pairing: Cesc/Carlota.
Rating: PG-13
AVVISI: Het, Incest.
- Un tatuaggio è una promessa sulla pelle, e Cesc ne ha paura.
Note: Storia scritta perché i fratelli Fabregas giuocano coi miei sentimenti. *ride* Dedicata alla Nemi e alla Perla #perchéssì. E ispirata al prompt Promettere l'infinito (squadra 6) per il MDF @ it100.
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IN THIS EVER CHANGING TIME, LOVE WILL NEVER CHANGE

Cesc guarda i tatuaggi gemelli sul proprio polso e su quello di sua sorella, e non può che sentirsene spaventato. Carlota dorme, braccia e gambe e lunghi capelli castani sparsi ovunque sul letto, priva della benché minima grazia come la ragazzina incasinata che è, che è sempre stata, che sempre sarà, sospetta Cesc, e sui lineamenti rilassati del suo volto da bambina mai cresciuta non c’è la minima traccia di turbamento, mentre Cesc può sentire i propri tesi fino allo spasmo nello sforzo di corrugare le sopracciglia e serrare la mascella, digrignando un po’ i denti.
È preoccupato. E ha paura.
- Bimba? – sussurra appena, scuotendola lievemente. Carlota mugola e sbuffa e si gira su un fianco, accoccolandosi contro il suo petto. Le forme morbide e tiepide del suo corpo nudo gli si modellano addosso, incastrandosi come i pezzi di un puzzle. – Bimba, sei sveglia?
- No. – borbotta lei, strofinando il musetto contro la sua spalla, come un gattino in cerca di coccole.
- Stavo pensando ai tatuaggi… - continua lui, sollevando il proprio polso all’altezza del viso per guardarlo meglio, - Non credo che siano stati una buona idea.
- Ma ti ho detto che non sono sveglia… - piagnucola Carlota, aprendo solo un occhio per sbirciare la sua espressione e rassegnandosi ad aprire anche l’altro e sospirare pesantemente quando lo vede così agitato. Si solleva su entrambe le braccia, guardandolo dall’alto per un paio di secondi prima di montare a cavalcioni su di lui, piegandosi fino a sfiorare la punta del suo naso con la punta del proprio, scrutandolo negli occhi quasi volesse frugare dentro di lui. Il suo sguardo scuro è intenso e misterioso, e Cesc se ne sente ipnotizzato. – Di cosa hai paura? – gli chiede Carlota a bassa voce, e Cesc deglutisce a fatica.
- Di prometterti qualcosa che non posso mantenere. – le risponde incerto. – Questi… - continua, sfiorando l’interno del suo polso con l’interno del proprio, ed osservando con una certa tenerezza i tatuaggi sfiorarsi come si sfiorano le loro iniziali disegnate sulla pelle, - vogliono dire “per sempre”. Sono una promessa, sai?
- E non puoi mantenerla? – domanda ancora lei, e non c’è traccia di disappunto nella sua voce, o nel bagliore lontano e caldo che le illumina gli occhi. Cesc si morde un labbro, guardando altrove.
- Non lo so. – risponde, - Ho paura di no.
Carlota solleva una mano, stringendo le dita attorno al suo mento e forzandolo a voltarsi di nuovo verso di lei. Incapace di sfuggire al suo sguardo, Cesc lo ricambia, trattenendo il respiro. E lei è così bella, così forte, così sicura, che lui dimentica ogni insicurezza.
- Io lo so. – dice Carlota, e la sua voce è dolcissima, ma non debole. Mai debole.
Cesc si fa bastare la sua sicurezza, e annega le proprie paure fra le sue labbra.
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