Genere: Introspettivo, Malinconico, Triste.
Pairing: Brian/Justin
Rating: PG-13.
AVVISI: Boy's Love.
- E' la sera del suo compleanno, e prima di tornare a casa Justin decide di concedersi un capriccio, anche se è un capriccio stupido.
Commento dell'autrice: Dunque, una storia dove Justin si mostra molto fragile XD E’ quasi una figura tragicomica, perché è addirittura buffo nel suo essere così debole. Il fatto che si compri i fiori da solo, ad esempio, fa sogghignare, ma se ci si pensa è una cosa di una tristezza incredibile o.o Però mostra bene il grado di esasperazione cui è giunto questo povero ragazzo -.- E noi BrianxJustin si può dire quel che si vuole, ma in questo senso la “svolta Ethan” era necessaria e sacrosanta ù_ù Da cosa nasce questo racconto, in definitiva? Bene, ricordate la puntata del compleanno di Justin? Alla fine Brian si ferma davanti a un fioraio e pare voglia comprare qualcosa. Poi però va via senza prendere niente XD Quello è stato il momento in cui, citando la Littizzetto, tutti quanti abbiamo idealmente esclamato “Ti amo, bastardo!” XD Mi sembrava solo carino che quei fiori ci arrivassero da Justin, in un modo o nell’altro.
Ps: Ovviamente, scritta per la True Colors.
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Fresie
#28 Scent of dried flowers


Niente, solo quella sera si sentiva ridicolo al massimo, perché aveva fatto una cosa veramente idiota, e di cui si vergognava tantissimo, quindi era giusto un po’ irritato. E forse gli sarebbe bastato, non so, che Brian, tornando a casa, lo baciasse e gli proponesse di passare la serata insieme, loro due soli. Non un grande sacrificio, niente di cui avrebbe dovuto pentirsi per il resto della sua vita, non era come proibirgli per sempre l’ingresso al Babylon. Era giusto una cazzo di cena per la cazzo di sera del suo cazzo di compleanno.
E invece no, ovviamente. Invece era “beh? Che fai ancora così? Vestiti, andiamo da Woody’s!”. Chiaro.
Quand’è che avrebbe cominciato a capire cosa doveva aspettarsi da lui? Anzi, di più. Quand’è cge avrebbe cominciato a smetterla di aspettarsi qualcosa da Brian?
Stava odiando quella giornata. Prima la sorpresa del suo “regalo”, nudo e infiocchettato nel letto, poi quella cosa stupidissima che aveva fatto prima di tornare a casa, e adesso quello. No, Woody’s no.
- Non mi va di uscire stasera. Rimango a casa.
- Mh? Perché?
- Rimango a casa e basta.
Rimase a guardarlo scrollare le spalle, cambiarsi – camicia nera, jeans chiari aderenti, Brian all’ennesima potenza – e uscire di casa.
Una volta rimasto solo, entrò in camera da letto e si gettò sul materasso morbido, affondando il viso nel cuscino, sotto il quale fece scorrere una mano che, quando riemerse, teneva stretto un mazzo di fiori di piccole dimensioni.
Patetico.
Ebbene sì, s’era comprato i fiori da solo. L’impulso era stato troppo forte, quando era passato davanti al negozio e li aveva visti, e d’altronde, se avesse dovuto aspettare un gesto simile da Brian, sarebbe morto di vecchiaia prima di vederlo. Li aveva comprati, li aveva portati a casa e una volta varcata la soglia, ovviamente, s’era sentito tanto ridicolo che, spaventato dal possibile immediato e improvviso rientro di Brian, era corso a nasconderli nel primo posto a cui aveva pensato, proponendosi di eliminarli appena avesse avuto la possibilità di farlo senza essere visto.
Beh, quantomeno adesso poteva liberarsi dei fiori in tutta tranquillità, non l’avrebbe visto nessuno, meno che mai Brian.
Li guardò. Fresie.
Non sapeva neanche che esistesse un tipo di fiore chiamato fresia, fino a qualche ora prima. Avrebbero potuto rimanere per sempre i fiorellini rosa intravisti sul bancone del fioraio all’angolo della strada. E invece l’avevano colpito, così fragili com’erano, assisi in punta ad un gambo sottile e lunghissimo, costretti a piegare il capo per il proprio stesso peso, per il peso delle loro ambizioni. Forse ognuno di loro aveva pensato, nascendo, che avrebbe voluto diventare il fiore più bello, l’unico che tutti avrebbero guardato, l’unico di cui la pianta avrebbe avuto bisogno per sentirsi appagata.
E invece eccoli lì, tutti ammucchiati in cima, così precari. Circondati da foglie enormi che, chine anche loro, li nascondono.
Anche il loro colore. Tenue, pallidissimo alla base, assume tinte fortissime, quasi scure, sulle punte dei petali. Come se proseguendo nella crescita si fossero caricati di rabbia, e quell’ultimo grido viola fosse l’unica via per esprimere tutto quel risentimento accumulato.
- Che fiori sono quelli? – aveva chiesto alla commessa, indicandoglieli.
- Sono fresie. Vuole la pianta?
- No, ne me faccia un mazzetto. Piccolo.
- Eh… è un regalo?
- Sì.
- Allora devo dirle che dureranno poco. Sono fiori delicati, sono difficili da mantenere in vita…
- Me ne faccia un mazzetto e basta, ok?
La ragazza aveva scrollato le spalle e ubbidito senza dire altro.
Deboli e incazzati.
Che fiori tristi.
“Appassiranno fra poco?”, non poté fare a meno di pensare Justin, un po’ tragicamente, “Beh, non saranno gli unici”.
Si alzò dal letto e sollevò il materasso, nascondendovi sotto il mazzolino. Poi rimise tutto al suo posto e si addormentò.
*

Erano passati due giorni da quando aveva nascosto i fiori sotto il materasso, e cominciava a diffondersi nell’aria il lieve ma poco piacevole odore della conseguenza di quel gesto. Il naso sensibile di Brian non aveva pace.
Lo beccò a rovistare sotto i mobili e a mandare all’aria i cuscini di tutti i divani e le poltrone.
- Che diavolo stai combinando?
- Non lo vedi? Cerco la fonte.
- Di cosa?!
- Di questo dannato puzzo!
- Che?
- Non lo senti? Impossibile.
- Brian, non c’è proprio niente che puzza…
- Il mio senso dell’olfatto funziona ancora bene.
- Anche il mio.
- Ho dei seri dubbi, su questo.
Rise allegro, andando in bagno.
- Justin.
- Mh?
- Davvero non lo senti?
Si strinse nelle spalle, scrollando il capo.
- Magari sei solo tu che sei sudato…
Brian sollevò un sopracciglio.
- Mi prendi per il culo?
- No… magari hai solo bisogno di una doccia.
Gli sorrise e scomparve oltre la porta, spogliandosi e infilandosi nel box doccia. Aprì il getto dell’acqua calda, lo mitigò con quello dell’acqua fredda, chiuse gli occhi e attese. Brian lo raggiunse dieci secondi dopo.
Li avrebbe gettati via, quei fiori; erano rimasti abbastanza.
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