Serie: UFO Baby
Genere: Romantico/Drammatico/Comico
Pairings: MiyuXKanata, MomokaXLou, AkiraXNozomu
Rating: NC17
AVVISI: Angst, Lime.
- Da quanto Lou è andato via, Kanata e Miyu non si sono più rivisti. Un giorno, quattordici anni dopo, Cris organizza una rimpatriata fra i vecchi compagni. Miyu perde l'aereo per il ritorno a casa, e decide di rimanere a casa Sayonji. Però, durante la notte, i due riceveranno la visita di uno strano quattordicenne biondo. Chi è? E cosa nasconde?
Commento dell'autrice: La mia prima fanfiction su UFO Baby! La mia prima fanfiction divisa SERIAMENTE in capitoli! La mia prima fanfiction NC17! La mia prima scena lemon!!! Orgoooooglio! A detta di molti, "Back to home" è il mio capolavoro sommo. Fermo restando che secondo me questa ff (sempre con la scarsa modestia che mi contraddistingue) è bellissima (^_^), non me la sento però di dire che sia la mia migliore (insomma... e "Brothers...?"???). Però mi piace. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui sono nate le coppie, in maniera del tutto casuale ^_^ All'inizio questa doveva essere una ff esclusivamente MiyuXKanata, ma ad un certo punto mi sono accorta che Momoka+Lou ed Akira+Nozomu erano nate così, senza che me ne accorgessi, crescendo e diventando bellissime ^_^ Ed è così che due delle coppie arrivano al matrimonio ed una lo salta per un pelo...^.^
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9° capitolo
Ed egli disse: "Il mio posto è qui"


- Bè, allora, questo è un addio...
Nora si toccò un guancia nel tentativo di nascondere una lacrima che le scendeva sopra. Tentativo vano, dato che contemporaneamente a quella ne stavano cadendo altre quattro.
- Mi dispiace, Nora...
Disse Miyu con uno sguardo dolce ma davvero poco felice.
- No, no!
La interruppe la bruna chiudendole la bocca con un dito.
- E' qui il tuo posto. Mi sembra che tu sia scappata da Kanata per troppo tempo, ormai...
I due le avevano raccontato tutta la storia, tralasciando ovviamente tutto ciò che riguardasse Lou. Miyu sorrise ancora una volta, ma lo sguardo si manteneva triste.
- E' vero... chiamerò io i miei genitori per informarli... per favore, non dire niente...
- Ma certo, ti capisco... ok, l'aereo parte fra cinque minuti ed io sono ancora qui... ti saluto...
Si abbracciarono dolcemente, Nora ancora piangeva. Kanata si accorse che l'abbraccio stava durando troppo e mise una mano sulla spalla di Miyu. La ragazza capì.
- Lo perderai, se non ti affretti...
- Hai ragione... allora addio...?
- Arrivederci...
Nora sparì velocemente nella lunga fila di passeggeri. Miyu si voltò verso Kanata in cerca di conforto. Lui fu più che felice di darglielo, e la abbracciò con calore.
Il ritorno a casa fu tra i piu confusionari che Miyu si ricordasse. Sia lei che Kanata, infatti, speravano di entrare in una casa calma, tranquilla, dove sarebbero stati possibilmente soli ed in pace. Ovviamente tutto ciò non avvenne. Se Kanata avesse aperto la porta di casa completamente, Cristine gli sarebbe andata a finire addosso senza ombra di dubbio. Invece la aprì solo di pochi centimetri, così Cris ebbe l'opportunità di scardinarla con una carica da toro ed avvolgere completamente Miyu con le braccia.
- Miyu!!! Oh, mio Dio, ma cosa ti è successo? Lou e Momoka mi hanno raccontato tutto!
Miyu mancò di fare notare la sua contraddizione all'amica: se sapeva cosa le era successo, perché domandarglielo? Sorrise imbarazzata e rassegnata e si preoccupò di rassicurare Cris.
- Non mi è successo niente, Cris! Lou è arrivato a salvarmi in tempo...
Riuscendo a rientrare in casa, Miyu si accorse che era in pieno svolgimento una seduta del gran consiglio degli amici giapponesi. C'erano tutti. Akira si alzò e le corse incontro.
- Ma che razza di persone conoscevi in America???
Disse per cercare di ironizzare sulla cosa.
- E' chiaro ormai che tu non tornerai mai più in quel posto.
Cris sembrava molto risoluta.
- Mamma...
Quella parola appena sussurrata risuonò nella stanza come amplificata da un megafono. Una domanda sola, nella mente della maggior parte dei presenti: mamma CHI??? Bastò l'espressione di Lou per fare capire sia a Miyu che a Kanata che non era momento di ricordargli che per tutti lui era il fratello della ragazza. E sinceramente, non è che Miyu volesse mantenere il segreto ancora per molto. Aveva capito il perché degli sbalzi d'umore di Lou, e non voleva farlo soffrire inutilmente. Il ragazzo stava con i gomiti appoggiati sulle gambe e la testa china a fissare un punto imprecisato del pavimento fra le sue scarpe.
- Si, Lou?
COSACOSACOSA??? Miyu aveva risposto quando Lou l'aveva chiamata mamma??? Santa, Akira e Nozomu spalancarono gli occhi. Lou alzò lo sguardo per fissare sua madre.
- Stai bene?
Lei sorrise dolcemente ed annuì. Vide chiaramente gli occhi del ragazzo riempirsi di lacrime. Lou si fece rosso in viso, poi si alzò e camminò un po' barcollante verso Miyu. Quando le si gettò tra le braccia, né Cris né Momoka riuscirono a trattenere i singhiozzi. Kanata si lasciò andare ad un sorriso liberatorio, camminando verso la cucina per andare a preparare qualcosa per tutti. L'abbraccio durò molto tempo. Lou e Miyu erano in ginocchio per terra, e Lou piangeva rumorosamente nascondendo il viso tra la testa e la spalla di sua madre. Quando, finalmente, la situazione parve calmarsi e farsi meno "commossa", il caffè era già pronto, e tutti stavano seduti attorno al tavolo, mentre Miyu si accingeva a spiegare la situazione. Akira aveva uno sguardo incuriosito, mentre Nozomu ne aveva uno più scettico e le braccia incrociate sul petto. Miyu strinse le spalle.
- Non è così difficile come sembra, da spiegare... ma... so già che non mi crederete...
- Tu prova.
La voce era di Nozomu. Se Miyu aveva un figlio così grande aveva per forza dovuto partorirlo... ma non era possibile che fosse naturale!!! Quanti anni poteva avere quel ragazzo? Diciassette? Diciotto? Minimo sedici! Sarebbe stata una bambina!!! Impossibile. Miyu provò a farsi forza.
- Quando io abitavo qui... no, devo cominciare da prima...
Akira si lasciò sfuggire un sospiro irritato.
- Quattordici, ormai quindici anni fa, i miei genitori vennero scelti fra molti per andare a lavorare alla NASA. Non vollero portarmi con loro, perciò mi affidarono ad un loro conoscente, il signor Sayonji. Io mi presentai qui di malavoglia, e conobbi Kanata. La sera stessa il signor Sayonji partì per andare in pellegrinaggio in India, ed io e Kanata rimanemmo soli in casa a vivere. Ci ritrovammo a litigare per un motivo futile che ora non ricordo nemmeno più, perché ero molto nervosa, e volevo andare via. Ma mentre stavo per uscire con Kanata che cercava di farmi ragionare, qualcosa entrò nel salotto. Scoprimmo subito che si trattava di un UFO, contenente un bambino alieno di pochi mesi.
A quelle parole l'interesse generale venne risvegliato. Gli occhi si spalancarono per la seconda volta in un'ora. Il primo a parlare fu Santa.
- Un UFO... vero?
- Si.
- Con dentro un alieno?
Miyu annuì con la testa e poi indicò il biondino seduto accanto a Momoka.
- Lou.
Poi ancora silenzio. Culminante in una gigantesca risata da parte di Akira e Nozomu.
- Avanti, Miyu!
Aveva detto la ragazza.
- Non prenderci in giro!
Miyu mostrò una faccia imbronciata ed incrociò le braccia.
- Lo sapevo che non mi avreste preso sul serio!!!
Entrò nel discorso Kanata.
- Ragazzi, forse così riesco a convincervi. Lou adesso ha quattordici anni...
- Davvero?
Lo interruppe Akira.
- Mi sembrava molto più grande...
- Akira, fammi parlare!!!
- Ok, non essere così permaloso...
- Dunque... come dicevo prima ha quattordici anni. Quindi, se questo figlio l'avesse *ehm* fatto con me... avrebbe dovuto farlo a tredici anni, no?
- I calcoli sono giusti...
Disse Nozomu.
- E dico, ma ve la ricordate a quattordici anni? Avrei mai IO potuto farlo con una come lei a quel tempo?
Il pugno arrivò così veloce alla testa di Kanata, che il ragazzo non ebbe il tempo di dire "a" che giaceva caduto sul pavimento.
- Kanata... ma come osi?
- Questo non è un argomento convincente, Kanata!
- Avanti, credetele...
Era stato Lou a parlare.
- E se ancora non vi bastano le parole di mia madre... guardate qua!
Akira, Nozomu e Santa si voltarono, mentre Momoka volteggiava allegramente sulle loro teste.
- E' fantastico Lou!!!

Gridò la ragazza in estasi.
- Perché non me l'hai fatto fare prima?
Lou rise di gusto e poi si unì a lei nel volo, prima di sparire entrambi nella stanza del ragazzo. Tutti guardarono verso la porta con un'espressione tra lo sconvolto ed il disgustato. Possibile che quei due ragazzi non potessero passare una mezz'ora senza appiccicarsi? (Vorrei puntualizzare che non c'è una sola delle coppie che ho formato che non mi piaccia. Adoro Miyu e Kanata come Momoka e Lou alla stessa maniera di Akira e Nozomu!!! NdLisa)
- Bè, questo è quanto...
Disse Kanata. Akira e Nozomu si voltarono verso Cris e Kurita in cerca di conferme. Trovarono solo espressioni normali.
- E' cosi.
Disse Cris come a voler dare forza a tutto quello che era stato detto fino a quel momento.
- Voi lo sapevate? Da quando?
Chiese Akira sconvolta.
- Da... quattordici anni?
Kurita confermò annuendo. Nozomu si alzò oscurandoli con la sua ombra.
- E NON CI AVETE MAI DETTO NIENTE??? IDIOTI!!!
- Nozomu ha ragione! Dove sta di casa l'amicizia?
I quattro imputati arrossirono velocemente.
- Va bene, perdonati!
Dissero Nozomu ed Akira contemporaneamente tornando a sedere come se nulla fosse successo.
- La verita è che non possiamo stare arrabbiati per molto tempo.
Sggiunse la ragazza. Miyu alzò lo sguardo con due occhi che sembravano due punti interrogativi.
- E perché? Che è successo?
Akira chiuse gli occhi sorridendo e cinse dolcemente un braccio di Nozomu.
-Abbiamo intenzione di annunciare ufficialmente alla stampa il nostro fidanzamento.
Molte mascelle caddero a terra.
- COOOOOOOOOOOSA???
Fu la domanda comune a tutti.
- Come è potuto succedere???
Chiese Kanata al limite dello stupore. Nozomu cominciò a raccontare.
- E' successo tutto ieri, dopo avere girato un pezzo del video... si è messo a piovere e... come dire... ci siamo avvicinati molto...
Il lieve rossore che gli colorava le guance non era falso: era INNAMORATO!
Kanata sorrise.
- Avete la mia benedizione... a quanto pare la giornata di ieri non è stata galeotta solo per noi, eh Miyu?-
Adesso era Cris a stupirsi.
- Nel senso che finalmente avete messo da parte indecisioni, litigi, imbarazzi e stupidaggini varie e vi siete messi insieme ufficialmente?
- Cris, i tuoi commenti mi sconvolgono...
Concluse Miyu mentre un gocciolone scendeva lento sulla sua testa e su quella del suo compagno. In ogni caso, anche quella serata finì a risate. E stavano ancora ridendo quando un altro UFO si schiantò su casa Sayonji, demolendo il muro della camera da letto di Lou e piazzandocisi dentro. Spaventati dal botto, e sapendo che Lou e Momoka erano in quella stanza, tutti si alzarono e corsero verso la stanzetta. Miyu non cercò nemmeno di trattenere l'urlettino che le era uscito dalla gola spontaneo. Effettivamente, era successo un disastro. Un muro completamente caduto per terra, polvere e frammenti di muro dovunque ed un'astronave grande piu o meno come un maggiolino esattamente sul letto del ragazzo. Una Momoka dai vestiti alquanto in disordine stava seduta per terra con l'aria molto preoccupata. Una gamba che usciva da sotto l'astronave. Miyu con la sola forza delle braccia sollevò l'enorme affare per liberare Lou, che tossicchiò un po', ma sembrava stare benone. Momoka gli corse incontro e cominciò ad inveire contro di lui.
- Ma sei stupido??? Potevi MORIRE!!!
Lou non capiva.
- Credevo di avere fatto bene a salvarti! Accidenti, stupida sarai tu!
Momoka arrossì violentemente.
- Se tu morissi per me non avrebbe senso vivere!!!
Silenzio tombale nella stanza. Si sentì uno sbuffo di vapore proveniente dalla navicella che Miyu aveva fatto schiantare contro al muro di fronte (buttando giù anche quello... praticamente erano in mezzo alla strada...-_-" NdLisa). Gli occhi di Lou si fecero grandi come due arance (Avete presente quando Baumiao si commuove? Ecco, esattamente così! NdLisa).
- Dici davvero, Momoka?
- Ma certo! Stai scherzando???
Il biondo prese a strusciarsi e carezzare Momoka, ancora commosso (Dalle mie parti si dice "munciuniare", che è un termine che rende perfettamente l'idea^_^ NdLisa).
- Nessuno mi aveva mai detto una cosa del genere!!!
Tutti lasciarono i due piccioncini alle loro smancerie (Delle quali erano anche abbastanza stufi... Come me! Forza, staccatevi! NdLisa) e rivolsero la loro attenzione verso l'oggetto non più volante ma sempre non identificato. Improvvisamente una porticina si aprì, e da lì uscì una vecchia conoscenza dei nostri. Lou fu il primo a gridare il suo nome.
- Yaboshi!!! Sei passato a trovarmi!
Mezz'ora dopo, tutti stavano nuovamente seduti attorno al tavolo. Lou raccontava.
- E così Yaboshi è il mio migliore amico, da quando si è stabilito su Otto. Mi ricordo così bene di voi anche perché lui me ne ha parlato spesso, per non dimenticarvi...
Miyu rivolse uno sguardo pieno di gratitudine a Seiya. Lui arrossì imbarazzato.
- Non ringraziarmi... porto cattive notizie, Lou...
- Quanto cattive?
Chiese subito il ragazzo.
- Cattivissime.
Ci fu un secondo di silenzio. Poi, di nuovo Lou.
- I miei genitori?
Seiya annuì con un cenno del capo.
- Non so da chi, ma hanno saputo che sei sulla Terra. Sono partiti stamattina da Otto per recuperarti...
- Merda...
Disse Lou. Miyu capì che non era il momento per insegnargli l'educazione e lasciò correre. Poi di nuovo un minuto di silenzio. Lou aveva uno sguardo assorto, fissava il tavolo come se la sopra ci fosse stata la cosa più importante del mondo. Poi si alzò in piedi.
- Devo partire.
Concluse. La reazione di Miyu e Momoka fu immediata.
- NO!
Dissero alzandosi in piedi e sbattendo le mani sul tavolo. Lou le guardò stralunato. Prima la sua ragazza, poi sua madre.
- Mamma, non capisci...
- No! Non capisco! E con cio?
- Neanche io capisco!
Aggiunse Momoka. Kanata si alzò in piedi e mise una mano sulla spalla di Lou, spingendolo dolcemente verso il basso per farlo sedere. Quando tutti quanti si furono rimessi al loro posto, gli occhi di Kanata si fissarono su quelli azzurri del ragazzo.
- Spiega a tutti la situazione con i tuoi genitori, Lou. Adesso.
Si fissarono per una decina di secondi ancora, al massimo. Il primo ad abbassare lo sguardo fu Lou.
- Va bene...
Disse sospirando.
- La prima cosa che posso dirvi è che i miei genitori sono impazziti.
Miyu era ancora furiosa.
- Lou, non i tuoi pareri personali: i fatti!
Lou la guardò sconvolto. Mai aveva visto una simile reazione d'ira in sua madre. Abbassò di nuovo lo sguardo.
- Quando tornai a casa, quattordici anni fa, i primi dieci, undici anni furono meravigliosi. Uno dei periodi più belli della mia vita. Poi, circa tre anni fa io ed i miei genitori andammo ad una festa, dopo essere stati invitati. Quando tornammo a casa cominciai a capire che c'era qualcosa che non andava. Pare che qualcuno avesse offeso mia madre dicendole che non era una donna di classe, e che mio padre, avendo preso le sue difese arrivando perfino ad offendere pesantemente un uomo famoso, era stato considerato un uomo di cattivo gusto. Ricordo in particolare una frase di mia madre, quella sera... disse "Glielo faremo vedere noi, chi è di classe!". Il giorno dopo, cominciò l'inferno. Tutti i momenti liberi dei miei genitori erano spesi in feste mondane, gran parte dei soldi in vestiti di lusso e per i migliori professori privati per me. Io non sopportavo tutto questo. Volevo vivere la mia vita come IO dicevo! Non volevo stare dietro alla loro voglia di emergere sulla massa! Perciò uscivo coi miei amici quando mi andava e disubbidivo a gran parte delle assurde regole che loro mi imponevano. I miei genitori cominciarono ad odiarmi. Mi ripetevano spesso che per loro ero inutile, che non gli portavo altro che disonore e che avrei fatto meglio a sparire. Detto fatto. Sono scappato con la complicità di Yaboshi e sono venuto qui, dove speravo di trovare pace... ma accidenti, sono riusciti a trovarmi!
Lou si alzò di nuovo.
- Capirete adesso che non c'è altra possibilità oltre alla fuga.
Il ragazzo si portò davanti a Miyu guardandola tristemente.
- Non è un addio, mamma... quando tutto si sarà sistemato tornerò! È questa casa mia!
La ragazza non aveva nemmeno la forza di alzare lo sguardo.
- Non sono d'accordo.
A parlare era stato Nozomu.
- Esattamente.
Rinforzò Kanata. Poi di nuovo il biondo.
- Se continui a fuggire non risolverai mai niente. Resta qui ed affrontali quando arriveranno. Solo così potrai mettere la parola fine a questa brutta parte della tua vita.
- E' vero, Lou. E poi, noi ti staremo accanto... non hai nulla di cui avere paura.
Il ragazzo guardò la fonte di queste parole.
- Papà...
Poi ancora silenzio.
- E va bene. Mi avete convinto...
Miyu sospirò, mentre Kanata le prendeva la mano per rassicurarla, e Momoka sorrise sollevata. Le restanti ore fino alla cena furono trascorse parlando dell'"argomento Lou", e cercando di dare sicurezza al soggetto in questione. Il momento fatidico arrivò a dieci minuti dalle nove di sera. Akira e Cris avevano appena terminato di sparecchiare, e Miyu lavava i piatti. Quando si sentì un leggero tonfo nel giardino fuori, a tutti saltò il cuore in gola. Lou mormorò qualcosa.
- Sono loro!
Disse Baumiao che aveva guardato fuori dalla finestra per accertarsi di chi fosse. Tutti concordarono che sarebbe stato meglio non farli entrare in casa, per cui si organizzarono di conseguenza e si mobilitarono in massa verso l'esterno. Quando arrivarono fuori, la navicella spaziale aveva fatto uscire una scala che portava fino a terra. Era un affare piuttosto grande, ma soprattutto altissimo. Messo a paragone con un palazzo sarebbe arrivato quasi al secondo piano. In condizioni normali, Miyu si sarebbe preoccupata perché qualcuno avrebbe potuto vederlo, ma quella era tutt'altro che una condizione normale. Lentamente, due figure umane scesero la scaletta. Appena furono arrivate circa a metà della discesa si accesero due fari, che illuminarono gli individui in volto. Uno era un uomo. Forse, tempo prima era stato bello, ma ora era difficile da dirsi, soprattutto per via della barba che gli copriva abbondantemente il volto. L'altra era una donna. Bellissima. I lineamenti un po' induriti dal tempo, ma un paio d'occhi penetranti e profondi anche se molto freddi, e i lunghissimi capelli castani mossi ovviavano al difetto. Appena entrambi posarono i piedi per terra Lou ebbe un sussulto, che Momoka sentì chiaramente per mezzo della mano che gli stringeva. Proprio per questo, rafforzò un poco la presa. La prima a parlare fu la donna. Fu impietosa.
- Sei un idiota! Come hai potuto scappare di casa? Sai che figura ci hai fatto fare, davanti a tutti?
Lou era pietrificato. Era... QUESTO quello che lei sapeva dirgli dopo tutto quello che era successo? Ed il ragazzo si pietrificò ancora di più quando vide la reazione di Miyu. Uno schiaffo potente fece cambiare colore al viso della donna che aveva appena parlato.
- Come osa dire queste cose a mio figlio?
Quando la donna si fu ripresa più dallo stupore che dal dolore ghignò stranamente verso la bionda.
- Che cosa vai farneticando? Lou non è tuo figlio...
Un altro ceffone, stavolta piu potente.
- E non si permetta mai più di dire che Lou non è mio figlio! Fino a prova contraria, i genitori, quelli veri, non sono quelli che mettono al mondo il bambino, ma quelli che gli danno l'affetto di cui ha bisogno!
- Ma che stai dicendo? Quanto hai vissuto con lui? Due anni, forse!
Miyu chiuse a pugno entrambe le mani: quello che la donna aveva detto era innegabilmente vero. Adesso fu Momoka a parlare, portandosi direttamente davanti alla donna.
- Lou soffre molto per colpa vostra! Io mi rifiuto di consegnare la persona che amo nelle mani di chi lo fa soffrire!
- Ma bene...
Continuò la donna con fare strafottente.
- Lou, sei proprio uno smidollato... ti fai difendere dalle ragazzine?
Kanata mise una mano sulla spalla di Momoka per fermarle il braccio, altrimenti la madre di Lou avrebbe preso il terzo schiaffo in cinque minuti. Poi parlò.
- Cosa vi ha portato a comportarvi in questa maniera? Perchè diventare a tutti i costi persone importanti?
La donna abbassò lo sguardo, mentre il marito le metteva una mano sulla spalla come segno di solidarietà.
- Sei un uomo... non puoi capire quanto è forte l'offesa per una donna quando ti chiamano puttana... non puoi capire cosa significhi vedere le tue sorelle che si vergognano di starti accanto per via della reputazione che i commenti di qualche donnaccia ti hanno fatto... tu non puoi capirle certe cose! La vita di una donna non ha più senso quando si perde anche l'onore!!!
Silenzio. Uno sguardo sconvolto da parte di Akira. La ragazza guardò fissa negli occhi la donna come se fosse l'essere più assurdo che avesse mai visto.
- E'... E' tutto sbagliato...
La madre di Lou alzò gli occhi verso di lei, come d'altronde tutti gli altri presenti.
- Non... non è l'onore la cosa più importante nella vita!
La donna la guardò con rabbia. Sicuramente avrebbe detto di nuovo "Tu non lo puoi capire", se Akira non avesse continuato a parlare.
- Cosa farebbe sola, senza nessuno che le vuole bene e con il suo onore bene intatto? È molto meglio perdere l'onore e tenersi stretti coloro a cui si vuole bene, che possono dare l'aiuto più grande...
Akira lo diceva come se fosse la cosa più normale del mondo. Evidentemente, la donna alla quale le critiche erano rivolte non era d'accordo con lei. Sussurrò a suo marito.
- E' una battaglia persa.
Poi a Lou.
- Lou, che vuoi fare?
Lo sguardo si intristì un attimo.
- Non te lo chiedo perché se resti qui mi disonori. Vuoi tornare con noi a casa? A casa nostra? Possiamo ancora cambiare vita...
Momoka spalancò gli occhi. Quella non era piu la richiesta di una donna che la voleva avere vinta. Era la preghiera accorata di una madre che rivoleva il suo bambino. Probabilmente Lou non avrebbe resistito a quello. Lo guardò in viso. Era già abbastanza sconvolto. Lou tremò un po'. Poi guardò sua madre. Miyu. Sguardo basso. Poi Kanata. Muscoli contratti, una visibile vena sulla fronte. Poi, Momoka. Lei lo guardava. Lacrime. Lacrime nei suoi occhi. No, la donna che amava NON DOVEVA più piangere. In un attimo, decise. Strinse la mano alla ragazza. Lei si voltò a guardarlo. Vide la cosa piu bella del mondo (Sono d'accordo^_^NdLisa): Lou le sorrideva nel modo più meraviglioso che si potesse immaginare! Vedendo quel sorriso, malgrado la situazione, e le lacrime che le rigavano le guance, non potè fare a meno di ricambiarlo. Lou avvicinò il suo viso a quello della ragazza e la baciò dolcemente. Poi, sempre guardandola negli occhi, le asciugò le lacrime dal volto e l'abbracciò. Dopo qualche secondo, le sussurrò in un orecchio.
- Guarda che non ti lascio mica... non piangere...
Momoka si sentì al settimo cielo: LUI aveva scelto di stare con LEI invece che con i suoi genitori naturali! Strinse un po' l'abbraccio e poi fu lo stesso Lou ad interromperlo.
- Madre, padre... mi dispiace... il mio posto è qui, con le persone che amo e che mi amano davvero...
Miyu scoppiò finalmente a piangere. La madre di Lou strinse i pugni. Adesso si vedeva chiaramente che era stata ferita nell'orgoglio. Si voltò.
- Andiamo.
Disse rivolta all'uomo che le stava accanto. Lui fece una faccia sorpresa.
- E.... Lou?
Chiese quasi ingenuamente.
- Mio figlio è morto.
Rispose soltanto lei. Lui abbassò lo sguardo e poi entrambi risalirono sull'astronave e ripartirono. Solo dopo che non li videro più, tutti quanti tirarono un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Lou si sedette a terra, esausto, e Momoka lo abbracciò con dolcezza tenendolo stretto al suo seno. Miyu voleva già andare da lui, ma Kanata la fermò con una mano.
- Non te ne sei accorta?
Miyu lo guardò stranita.
- Di cosa?
- E' solo grazie a Momoka che Lou è ancora qui. Quando l'ha vista piangere, Lou ha capito qual era il suo posto.
Miyu li guardò tristemente. Quello era suo figlio, anche lei voleva abbracciarlo! Ignorando quasi Kanata stava cominciando ad incamminarsi verso di loro, ma lui la fermò di nuovo.
- Ferma, dai! Adesso non ha bisogno di te...
Questa frase la mise ko. Era troppo esausta per fare qualsiasi cosa. Si abbandonò su una spalla di Kanata e sussurrò.
- Portami a casa...
Quella notte, Miyu e Kanata rimasero a dormire insieme, ed anche Lou e Momoka.

Epilogo


Le cose vanno molto bene, da quel giorno. Lou va a scuola con Momoka, Cris lavora in un posto famosissimo e guadagna soldi a barcate (Come se già non ne avesse abbastanza, vero?^_^ NdLisa). La vita di tutti continua in maniera normale, anche per Akira e Nozomu, che dopo avere annunciato di stare insieme alla stampa, sono andati in vacanza alle Hawaii e pare che per ora non si vogliano muovere di li. Kanata ha finalmente trovato un lavoro, grazie (E soprattutto stufo NdLisa) agli incitamenti di Miyu. Loro due non solo stanno ancora insieme, ma si sono anche sposati. Sarebbe stato davvero un bel matrimonio, se mentre passava attraverso la navata centrale Miyu non fosse caduta rotolando pesantemente e Kanata non avesse commentato "Hai visto? Rotoli! Non è che sei ingrassata?". Secondo alcune malelingue i due neoconiugi avrebbero fatto affrettare i tempi della cerimonia al prete in modo da potere arrivare prima a casa per litigare. Nora sta bene, è ancora dirigente del reparto di fisica della NASA, ed ogni tanto va a trovare Miyu in Giappone, e l'amica la costringe ad indossare il kimono, che lei detesta. Martin è in galera, ancora, e ci starà per molto, pare... per la felicità di tutti. Anche il padre di Martin non se la sta passando bene, con tutte le accuse di pedofilia che sono saltate fuori indagando sul conto del figlio... bè, ma questi sono argomenti tristi! D'altronde, che ci importa dei nostri nemici se i nostri amici stanno bene?

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